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ANALISI MATERIE PRIME - 12 - 18 Marzo 2012 |
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Metalli & Energia L’oro ha chiuso in rialzo Venerdì, prolungando i risultati positivi per la terza sessione consecutiva mentre si registravano tensioni in Medio Oriente e notizie positive provenienti dagli USA in merito all’occupazione e che incentivavano altre materie prime e i titoli azionari USA. Per le consegne di Aprile ha avuto un aumento di $12.80, ovvero lo 0.8%, per arrivare a quota $1,711.50 all’oncia secondo la Comex division del New York Mercantile Exchange. Greggio Il jolly in questo caso è il prezzo del petrolio. Nel caso di ulteriori rialzi, l’impatto sul consumatore sarebbe maggiore. Gli investitori credono che i recenti aumenti del prezzo della benzina abbiano avuto minori impatti sul consumatore rispetto a quanto potrebbero causare dividendi reali di un inverno temperato, quando le bollette per il riscaldamento sono enormemente basse rispetto all’anno precedente. I futures del crude-oil sono aumentati di 82 centesimi, ovvero dello 0.8%, per terminare a quota $107.40 al barile presso il New York Mercantile Exchange. Il mercato ha inoltre assimilato quanto riportato dall’”Organization of the Petroleum Exporting Countries”, che ha pubblicato Venerdì il proprio resoconto mensile sull’andamento del petrolio. L’OPEC ha lasciato le proprie previsioni sostanzialmente invariate rispetto ala relazione precedente, poiché l’aumento dei consumi in Asia compensa la minore domanda proveniente da Ovest. La domanda globale di petrolio continuerà a crescere di 900,000 barili al giorno quest’anno, mentre il bisogno mondiale di greggio è stabile a 30 bilioni di barili al giorno, ha affermato l’organizzazione. La relazione si è soffermata poco sulle tensioni tra l’Iran e i paesi dell’Ovest e ha identificato la debolezza economica dell’Europa con la causa principale dell’incertezza che vige nel mercato petrolifero.
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